John Patrick McEnroe Jr. nasce il 16 febbraio 1959 in una base militare statunitense nella ex Germania Ovest Diego nasce il 30 ottobre 1960 a Lanus un barrìo di Buenos Aires.
John McEnroe e Diego Maradona, genio e sregolatezza, dotati entrambi di un talento e di un mancino fuori dal comune …. entrambi hanno deliziato con la magia e sconvolto il mondo del tennis e del calcio ….. sono gli anni 80 dove sono arrivati entrambi all’apice nel loro sport e caduti in basso …. ma il loro “mito” rimarrà sempre!
Entrambi ribelli in campo a tal punto da disprezzare gli avversari, o ad urlare la propria rabbia in faccia agli arbitri …. Indelebile resterà la frase di McEnroe rivolta ad uno spettatore “quali altri problemi hai oltre ad essere un disoccupato, un idiota ed un coglione?”
Gli anni 80 sono gli anni delle sfide estenuanti, delle corse folli e delle scariche di adrenalina pura che regalava John McEnroe contro lo svedese di ghiaccio Bjorn Borg, o contro il fomentatore di folle Jimmy Jimbo Connors o contro i vari Becker, Edberg o Lendl, a cui, in un’intervista, disse “ho più talento nel mio dito piccolo che lui in tutto il corpo”.
McEnroe è stato, sicuramente, il tennista più geniale in tutta la storia del tennis. La sua mano sinistra sapeva ricavare traiettorie incredibili, rotazioni diaboliche, angoli che buttavano l’avversario fuori dal campo …. e poi una “seconda” offensiva che come diceva un grande Beppe Viola “sarei disposto ad avere 37 e 2 tutta la vita in cambio della seconda palla di servizio di McEnroe”. Leggendaria la finale in 5 set di Wimbledon contro l’eterno rivale Borg, con un 4 set estenuante ed eccitante (per il pubblico) dove John annullava 5 match point allo svedese per poi vincere il tiebreack 18-16, e forse fu lì che, pensando di avere in pugno il match, perse l’incontro con il risultato di 8-6 in un 5 set finale da brivido.
Nonostante il suo grande talento alla fine, in singolare, arrivano solamente 7 tornei del Grande Slam (3 Wimbledon e 4 Us Open), a cui si aggiungono 5 vittorie della Coppa Davis ed altri 9 tornei del Grande Slam in doppio, rimanendo al numero 1 della classifica ATP dal 1981 al 1984.
E’ il 1992 quando gioca l’ultima partita e nonostante i tanti campioni passati, dai Sampras, ad Agassi a Federer, il vuoto in campo di quel genio sregolato rimane ancora indelebile.

Maradona l’uomo cresciuto nel barrìo, quel luogo simile alle favelas brasiliane di Rio, o simili agli “slums” americani o, anche, dove crescono gli scugnizzi napoletani.
In Argentina, dove i bambini scalzi giocano a pallone nelle pozzanghere, e i tifosi di tutti i quartieri tradivano le loro squadre del cuore per vedere quel genio, alcuni lo confusero addirittura con Dio, sicuramente per gli argentini Maradona continua a rappresentare il “caudillo”, il capo supremo.
Maradona dribbling, assist, palleggi, veroniche e gol … l’uomo che ancora oggi dichiara “quando stavo bene, in campo, potevo fare qualunque cosa” … colui che riusciva a sospendere il tempo, colui che non avrebbe mai smesso di giocare a calcio, lui che non è stato un esempio di vita ma in campo era tangibile la sua sindrome di onnipotenza … una sorta di foca in campo e nella vita, quando lo tiri fuori dal campo, diventa lento, inadeguato e pesante.
Diego Armando Maradona l’uomo che, nel 1978, dichiara: ho 2 sogni, il primo è giocare un mondiale ed il secondo è vincerlo. …. di mondiali ne giocherà 4 e ne vincerà 1
Un talento straordinario che lo porterà a giocare in tutti i campi del globo. Dalla Villa, alla Paternal, alla Bombonera, al Camp Nou, al San Paolo. Maradona renderà il Napoli campione d’Italia, vincerà il Mondiale, sconfiggerà l’Inghilterra.
Nel 1986, mondiale del Messico, diventa la “mano de dios” …. iI primo gol all’Inghilterra un po’ con la testa e un po’ con la mano de dios, si dice addirittura come punizione per gli inglesi di aver invaso pochi anni prima le Falkland…. ma il secondo gol una meraviglia ….. un prequel avvenuto quasi 6 anni prima. Nel 1980, l’Inghilterra invita l’Argentina campione del mondo a disputare un amichevole a Wembley. La gara, terminata 3-1, in favore della nazionale britannica, vede tra i protagonisti sul rettangolo verde anche un giovane Diego Armando Maradona. Sul punteggio di 0-0, Maradona riesce a superare come birilli i difensori britannici, ma una volta giunto davanti al portiere avversario decide di piazzare il pallone che tuttavia sfila a lato, negandogli la gioia del goal. La leggenda racconta, che il fratello del “Dies” stesse guardando la partita e che al ritorno in patria di Diego gli abbia consigliato di saltare il portiere, invece di tentare direttamente la conclusione in porta. Il risultato di quel consiglio, come saprete bene si tramutò nel gol del secolo che Maradona siglò proprio contro gli inglesi nel 1986.
Maradona possiamo definirlo il punto di congiunzione tra il calcio di strada, dei barrìos, come unica soluzione alla vita e di quello circondato da starlette e divi di Hollywood, soldi e automobili di lusso. Ha conosciuto e sostenuto alcuni tra i più grandi leader politici del mondo, da Fidel Castro a Chavez, da Maduro a Ortega e potremmo arrivare a dire che, insieme a Muhammad Alì, sposterebbe, anche, gli equilibri geopolitici del pianeta.




















