La bilancia è uno strumento semplicissimo per misurare il peso di una persona, ma per alcuni si trasforma in un oggetto ingombrante e invasivo da temere e che arriva a determinare umore e comportamento. Precisiamo una cosa, la bilancia ci dà un dato parziale e, tutto sommato, non così utile quando si voglia capire cosa sta succedendo al nostro corpo. Bisogna andare oltre, non considerare soltanto il peso, ma valutare invece la composizione corporea Per la maggior parte di noi è sufficiente che il valore registrato dalla bilancia non aumenti o, se in dieta, che cali, magari il più rapidamente possibile. Ma cosa è che varia quando il nostro peso cambia? Per capirlo bisogna parlare appunto di composizione corporea, piuttosto che di peso. Il nostro corpo è costituito dagli organi interni, dal sistema nervoso, dai muscoli scheletrici, dal tessuto adiposo -quello che, volgarmente, chiamiamo grasso- dallo scheletro, dal sangue e da acqua. Le percentuali di ognuno di questi componenti possono variare anche di molto: i muscoli scheletrici in un soggetto medio possono andare dal 25 al 40% del peso corporeo mentre il tessuto adiposo in n soggetto magro potrà essere intorno al 10% ma in un soggetto fortemente obeso potrà arrivare fino al 50% del peso totale. Il cervello può pesare fino a un chilo e mezzo, in genere un adulto ha circa 5 litri di sangue, poco più di 5 kili e anche lo scheletro ha un suo peso, che oscilla tra i 10 e i 15 kg e rappresenta in genere circa il 15-20% del peso totale, a seconda di età e sesso del soggetto (e con questa informazione abbiamo messo fuori uso la storica scusa delle ossa grosse per un peso troppo elevato). Anche il contenuto di acqua varia in base a età e sesso del soggetto e può essere influenzato da una miriade di fattori diversi. La somma dei pesi di questi diversi componenti ci dà il nostro peso totale ma spesso questa informazione non è particolarmente utile, visto che non sappiamo nulla delle singole componenti. Peso e composizione corporea Chi è attento alla propria forma o chi è a dieta spesso conferisce un’importanza enorme al valore del proprio peso corporeo: se i numeri calano euforia, festa grande mentre quando i numeri salgono sconforto, tristezza. Quando iniziamo una dieta, la prima cosa che si cerca è la diminuzione di quel numero e se non scende ci sentiamo demoralizzati e pronti a mollare tutto. Cosa succede spesso, vediamo un esempio, Laura, intraprende una dieta ferrea, tanta attività aerobica, zero pesi, perché si sa che i pesi fanno diventare le donne come uomini, Dopo un mese Laura registra una perdita di 6 chilogrammi, è in pace con il mondo, ama la bilancia e il suo prossimo, è felice. La domanda tuttavia è: che cosa è che ha perso? Ossa? Direi improbabile. Organi? Anche questo difficile possa succedere. Grasso, acqua, muscoli? Non lo sappiamo, la nostra bilancia non può dircelo. Per poter capire meglio cosa succede bisognerebbe valutare la composizione corporea della nostra volenterosa amica. Di metodi per valutare la composizione corporea ce ne sono vari, il più diffuso la bioimpedenziometria ci può rivelare cosa Laura ha perso. Tornando all’esempio di Laura ai suoi 6 kg perduti in un mese, la bilancia ha dato grandissime soddisfazioni, ma la bilancia potrebbe cancellare il suo sorriso. Magari valutando la composizione corporea della nostra amica scopriamo che la massa grassa è diminuita di un solo kg , quindi gli altri 5 kg perduti sono da imputare a una riduzione della massa magra, situazione tutt’altro che ideale: una perdita di grasso modesta accompagnata da una perdita magari importante di acqua e muscolo, visto che il peso di organi, scheletro e sangue rimane relativamente costante. La conclusione è che il la dieta e lo stile di vita della nostra Laura sono sbagliati: magari proteine e grassi insufficienti nella dieta, magari un esercizio eccessivo o sbagliato. Prendiamo invece Anna. Anna si è affidata ad un nutrizionista, segue una dieta ben calibrata sui suoi bisogni, sulle sue caratteristiche fisiche e sul suo stile di vita, fa attività fisica, ma non trascorre ore su ore sul tappeto come un criceto impazzito; segue invece un programma che miri non soltanto a bruciare ma anche a tonificare e costruire massa muscolare, con una scheda di allenamento specifica per la sua alimentazione Dopo un mese Anna si pesa: la perdita parrebbe deludente, soltanto due kg. Tuttavia l’esame della composizione corporea indica che in realtà la perdita di massa grassa è di ben quattro kg, quindi -se la matematica non è un’opinione- la nostra atletica amica ha guadagnato ben due kg di massa magra. Quale dei due dimagrimenti è migliore? Laura, con i suoi sei kg in un mese, quasi tutti a carico del compartimento magro, o Anna, con i suoi due modestissimi kg sulla bilancia, ma con ben 4 kg di massa grassa perduta? Penso che la risposta sia semplice e che la nostra Anna esca decisamente vincitrice dal confronto. La bilancia allora è da buttare? Assolutamente no. Registrare periodicamente il proprio peso è cosa buona e giusta e, a mio modo di vedere, è uno strumento importante per evitare una pericolosa deriva che può portare a consistenti aumenti di peso. Tuttavia non è bene neppure essere ossessionati da un numero che di per sé non ci fornisce grandi informazioni. Se il numero aumenta cosa sta crescendo realmente? il grasso? il muscolo? sto accumulando acqua? E se il numero cala è il grasso che se ne va, sto perdendo massa magra o mi sto disidratando? Per rispondere a queste domande bisogna valutare la composizione corporea. Dobbiamo ricordare però che il peso sulla bilancia può variare drammaticamente se per qualche giorno non abbiamo evacuato, se abbiamo mangiato troppo saporito o abbiamo assunto farmaci che determinano ritenzione idrica. L’ideale è utilizzare una bilancia affidabile, meglio quelle digitali, disposta su superficie dura e piana, misurando il nostro peso al mattino, in biancheria o nudi, dopo aver evacuato. In questa maniera si eliminano molti dei fattori di disturbo che possono generare ansia o sconforto. E periodicamente sottoporsi a valutazione della composizione corporea che ci darà indicazioni decisamente più precise su quello che sta accadendo al nostro corpo. Non possiamo lasciare che siano le variazioni di un numero su di uno strumento a condizionare la vita: dobbiamo capire cosa accade al nostro corpo, ricercando armonia e benessere e non qualche arbitraria variazione numerica che poco ci dice delle nostra reale condizione fisica.

Dott.ssa Fabiana Cannella

Biologo Nutrizionista, in Viterbo