“Madness match!” Un match pazzesco: così lo hanno definito i media inglesi.

Così lo ha vissuto chi c’era.

Manchester city- Tottenham è stata la bellezza, non una partita di calcio. È stata sette anime, sette meraviglie, sette volte un soffio di follia ogni volta che il pallone entrava in rete.

E nella rete c’è finito Guardiola.

Si aspettava la prodezza catalana in Inghilterra e ci si ritrova a fare i conti con il coraggio argentino del tecnico degli Spurs Mauricio Pochettino.

Faccia simpatica da cuoco simpatico di un film simpatico.

Il vicino di casa sempre cortese. Quello che ha lo zucchero se hai dimenticato di comprarlo o la cassetta degli attrezzi per riparare qualcosa al volo.

Uno di tanti, Pochettino. L’uomo comune nel senso bello della parola.

Ma bravo come pochi nel suo lavoro. Il Tottenham gioca bene ed è capace di cambiare tattica in corsa. Plasma la sua corsa alle necessità. Senza Harry Kane, il più forte centravanti inglese in attività, Pochettino fa ruotare gli attaccanti sulla giostra dell’imprevedibile.

Intensità e passione.

Tecnica e coraggio.

Il Tottenham è un gioiellino.

Una macchina che corre fluida, sterza rapida, accelera all’improvviso mossa da idee chiare.

Poco importa se si espone.

Poco importa se capita di sbagliare, di prender gol.

L’importante è proporre.

Unirsi stretti, alzare la linea all’unisono, guidati da una musica speciale: quella che calciatori della classe di Eriksen o Dele Alli sentono e trasmettono agli altri. Direttori di orchestra “box to box”, a tutto campo, slegati da un ruolo che li renderebbe prigionieri.

Adesso il Tottenham sogna. E per uscire dalla prigionia del sogno deve cercare la finale.

Contro L’Ajax sarà la battaglia del cielo. Quel calcio che si gioca in paradiso: fatto di slanci e assenza di paura. Dove uno sbaglio è lo stimolo per ricominciare. Il Tottenham può cadere, ma non resta mai a terra. Si rialza e lotta.

Come Pochettino. Come Bielsa. Perché l’attuale demiurgo degli spurs è stato allievo del Loco Bielsa, quando lo scovò nella profonda provincia di Santa Fe appena tredicenne e lo prese per il suo Newell’s old boys. Bielsa è quello che maggiormente ha segnato positivamente il modo di pensare e fare calcio del giovane Mauricio: difensore attento ma idealista del gioco d’attacco.

Convinto che si può avanzare, proporre, senza smembrare la squadra in fase difensiva, senza esporla a rischi costanti.

To dare to do è il motto del Tottenham hotspurs: osare per fare.

Senza paura.

Quella da queste parti a nord di Londra la lasciano agli altri.

Loro preferiscono coltivare sogni e coraggio.

Marco Lollobrigida (giornalista Rai)

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E' un giornalista italiano di Rai Sport, voce e volto della Domenica Sportiva. Inizia a poco più di venti anni, con la passione di un ragazzino, facendo tutta la gavetta per anni in alcune tv locali, ed inizia le telecronache con un derby Roma-Lazio di calcio a 5 di vecchie glorie, per entrare finalmente in Rai nel 2001. Inizia come telecronista di coppa Italia, per arrivare nel 2012 a commentare gli Europei e nel 2014 i Mondiali di calcio. Conduttore di diversi programmi Rai dedicati al mondo dello sport, tra cui Calcio Champagne, nel 2019 arriva al timone di "La Domenica Sportiva" insieme alla collega Giorgia Cardinaletti.