L’osteopatia riduce i tempi di recupero

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Il seno, nella cultura occidentale, è emblema simbolico di femminilità nella doppia accezione di donna come madre che nutre e accudisce e di donna sexy che attrae e concupisce.

Ci sono donne che, ancora giovani, si sottopongono a interventi di mastoplastica, per aumentare o diminuire il volume del seno. Secondo le fonti mitografiche le Amazzoni si mutilavano la mammella destra allo scopo di tendere meglio l’arco. Da tutti gli autori viene evidenziata la relazione fra la mutilazione e l’occultamento degli attributi femminili e il miglioramento delle abilità guerresche reputate qualità chiaramente maschili.

Ci sono, però, anche donne che sono costrette all’asportazione parziale o totale del seno, a causa di un tumore. Ed è di loro, che dobbiamo occuparci, per curare il trauma fisico e quello psicologico derivante da questo intervento chirurgico che, però, almeno negli ultimi anni, permette di continuare a vivere in piena salute. La moderna chirurgia consente infatti di sottoporsi a interventi meno invasivi rispetto al passato e molto più mirati (obiettivo è ottimizzare gli interventi salvaguardando il tessuto mammario sano); inoltre, oggi, si effettua una riabilitazione precoce, fondamentale per rendere la situazione molto più sostenibile, sentendosi accudite e protette.

Sappiamo quali sono le conseguenze di una mastectomia o quadrantectomia con dissezione ascellare, è quindi auspicabile che la paziente venga seguita e guidata da subito nel suo percorso riabilitativo, che va dai consigli sul tipo di idratazione con creme emollienti e creme per il cheloide, al controllo del processo di guarigione della ferita chirurgica per evitare retrazioni e/o cheloidi , alla precoce mobilizzazione dell’arto interessato, al drenaggio linfatico per aiutare la formazione di canali linfatici collaterali, all’utilizzo di creme solari con protezione 50+, agli esercizi per evitare che cicatrice o eventuali dolori possano modificare la postura della paziente.

Il trattamento manipolato osteopatico (OMT), associato al normale drenaggio linfatico e alla mobilizzazione dell’arto superiore, permette di ridurre l’edema presente in minor tempo.

Diversi Autori hanno dimostrato come poche sedute di trattamento osteopatico possano amplificare notevolmente gli effetti del trattamento tradizionale del linfedema, a questo chiaramente si aggiunge un netto miglioramento della qualità di vita della paziente, in quanto si accelera il processo di benessere personale fisico e psicologico.

Dott.ssa Caterina Buonomini (osteopata)